Un’esperienza di team building in barca a vela che ci ha insegnato cosa significa davvero fidarsi, collaborare e navigare nella stessa direzione. Leggi l’articolo completo.
10-12 aprile 2026, Spiaggia Romea – Lega Navale Italiana – Centro Nautico Lago delle Nazioni – Ferrara. Lo scorso weekend NetcoADV ha vissuto qualcosa che va ben oltre il classico team building. Non è stato solo un momento di condivisione fuori dall’ufficio, ma un’esperienza trasformativa che ci ha portato a guardarci con occhi diversi: non più semplici colleghi, ma un vero e proprio equipaggio.
Nella splendida cornice naturale di Spiaggia Romea Village & Residence – Lido delle Nazioni, tra mare, lago e pineta, abbiamo lasciato alle spalle ruoli formali, riunioni e scadenze per immergerci in un’esperienza nuova: la navigazione a vela. Un’attività concreta che si è rivelata fin da subito una potente metafora del nostro modo di lavorare insieme.
Guidati dagli istruttori e dal direttore del Centro LNI (Lega Navale Italiana) del Lago delle Nazioni, abbiamo imparato una prima, fondamentale lezione: una barca non avanza solo perché c’è vento. Servono direzione, consapevolezza e soprattutto un equipaggio capace di muoversi all’unisono.
Perché, in fondo, il parallelismo è semplice quanto potente: «ogni organizzazione è una barca, ogni team è un equipaggio, ogni decisione è una rotta.»
La rotta: mission, vision e purpose
Tutto è iniziato a terra, con un briefing che ha dato significato all’intera esperienza. Non una semplice introduzione tecnica, ma un momento di allineamento profondo.
Abbiamo capito subito che, in barca come in azienda, non si sale mai a bordo “per caso”. Ogni scelta orienta il percorso, ogni decisione definisce la direzione.
In questo contesto, i concetti di mission, vision e purpose hanno preso forma in modo concreto:
– la Mission è diventata il nostro vento: la forza dinamica che traduce la nostra energia in azione.
– la Vision è l’orizzonte: il punto fermo da non perdere mai di vista.
– il Purpose è la nostra motivazione: quel “perché” fondamentale che ci unisce sulla stessa barca.
È proprio sul purpose che ci siamo soffermati di più. Perché se la mission può modificarsi, la vision può evolvere, la rotta può cambiare, il purpose resta. È ciò che ci fa partire, ma soprattutto ciò che ci fa continuare anche quando le condizioni diventano difficili.
«Se sai perché sei in mare, reggi qualsiasi tempesta.»
La virata: quando il team si fa equipaggio
Dopo la teoria, è arrivata la sfida del mare. E lì abbiamo incontrato il cuore dell’esperienza: la virata. Una manovra apparentemente semplice, ma che richiede coordinazione, ascolto e perfetto allineamento tra tutti i membri dell’equipaggio.
È l’istante in cui la barca sfida il vento per cambiare direzione: mentre il timoniere detta il tempo dell’azione, c’è chi regola le vele per assecondare il nuovo assetto e chi monitora l’equilibrio della barca. Abbiamo capito che la sinergia non è un concetto astratto: se un solo membro dell’equipaggio è fuori tempo, la barca perde potenza e si può “mettere in una condizione di rischio”.
In quel momento, il lavoro di squadra è diventato una somma di compiti individuali coordinati.
Navigare ci ha insegnato che, in mare come nel mercato, non tutto è sotto il nostro controllo. Il vento muta repentinamente, le condizioni dell’acqua si trasformano e, quindi, le decisioni devono essere rapide ma pur sempre condivise. In questi momenti di incertezza, serve la fiducia. Abbiamo imparato che la differenza non la fa chi pretende di controllare l’imprevisto, ma l’agilità e la coesione necessarie per adattarsi insieme al cambiamento.
«Non è il vento che fa andare la barca. È l’equipaggio.»
La regata finale: il traguardo della consapevolezza
L’ultimo giorno è stato il nostro “momento della verità”.
La regata finale tra gli equipaggi non è stata una vera competizione, ma la prova tangibile del percorso compiuto. Sotto pressione, tutto ciò che avevamo imparato ha preso forma: le manovre erano più fluide, le decisioni più rapide, la comunicazione più essenziale.
Oltre l’orizzonte
Questa esperienza ha rafforzato una consapevolezza profonda: lavorare insieme non significa solo condividere obiettivi, ma sentirsi responsabili della rotta comune e del risultato finale.
Proprio come tra le onde, anche nelle sfide professionali di ogni giorno, non si naviga mai da soli.







